Evoluzione di YouTube ed opportunità per le aziende (GT Conference Torino 2013)

Nell’ultimo anno ci sono stati numerosi cambiamenti su YouTube, alcuni più visibili di altri. Ecco perché sabato scorso alla GT Conference di Torino ho voluto parlare di come cambia l’esperienza su YouTube per le aziende alla luce di queste trasformazioni della piattaforma. Vi presento le slide ed un piccolo commento che ripropone le parti più salienti della relazione. Ringrazio la community GT ed il GT Master Club per avermi sostenuta ed offerto questa bellissima occasione. Ringrazio tutti i presenti per gli splendidi sguardi di incoraggiamento ed il live twitting ruspante. Sono quelle giornate in cui goia ed adrenalina fanno festa e si ha finalmente l’occasione di conoscere dal vivo molte delle persone con le quali si interagisce qui, in questo meraviglioso posto che è il web.

Il video ci permette facilmente di associare delle emozioni all’immagine del brand. Ha una vita più lunga: un video ben prodotto rimarrà sempre, sarà sempre consultabile e ricercabile, rappresenta quindi un investimento a lungo termine. Il video non è soltanto un ottimo strumento per fare brand awareness ma è efficace anche per la vendita, rendendo più semplice la comunicazione dei benefici derivanti dal servizio o prodotto e stimolando il desiderio d’acquisto tramite le emozioni.

 

 

 

Bisogna rendere lo spettatore partecipe di un’esperienza indimenticabile.

Il segreto è offrire un video che gli utenti abbiano veramente voglia di guardare: un video che abbia un certo valore in termini di intrattenimento, informazione o istruzione. Altrimenti nessuno lo guarderà. Riciclare su YouTube gli spot televisivi ha più una funzione di archivio che di strategia di marketing: questa decisione si rivela nella maggioranza dei casi inefficace. Su YouTube le persone vogliono vedere qualcosa di nuovo e soprattutto originale e non qualcosa che già hanno visto e dalla quale magari sono anche fuggiti. La domanda da porsi è: perché una persona dovrebbe scegliere di guardare il mio video piuttosto che guardarne un altro tra le migliaia presenti su YouTube?

 

Contrariamente a quanto si possa pensare YouTube non ha cambiato design principalmente per rendere l’esperienza su tutti i device più completa attraverso la responsivizzazione del sito. La vera novità del nuovo design è il focus sui canali che adesso, più dei video, sono il vero cuore pulsante di YouTube. Si vuole passare da una fruizione del sito occasionale legata alla visione di video di richiamo ad una frequentazione regolare della piattaforma tramite la fidelizzazione degli utenti ai singoli canali. Un palinsesto personalizzato che trasforma YouTube in un luogo da frequentare giornalmente per visionare gli aggiornamenti da parte dei produttori di contenuti che trattano gli argomenti che ci interessano. Le iscrizioni ai canali vengono oggi incentivate in molte più posizioni del sito e questo comporta un aumento del tempo di permanenza degli utenti che da curiosi passano ad affezionati.

Incentiviamo le iscrizioni in maniera decisa facendo sentire il ruggito del canale: non lasciamo che lo spettatore che ha gradito un nostro video se ne vada via senza essersi iscritto. L’unico modo per fare ciò è ricordarglielo utilizzando inviti all’azione appropriati.

 

L’iscrizione al canale e la creazione di una community deve rappresentare un obiettivo anche all’interno della strategia di promozione di un canale aziendale. Non limitiamo le nostre campagne alla ricerca della popolarità del singolo video: dopo la viralità bisogna che scatti la fidelizzazione.

La fidelizzazione è un obiettivo ma anche un punto di partenza: gli iscritti sono essenziali al successo della strategia.

Ma perché gli iscritti sono importanti? Il nuovo algoritmo di YouTube mette in secondo piano le visualizzazioni e attribuisce più importanza alla metrica del tempo di visione che ci permette di capire se uno spettatore guarda il video dall’inizio alla fine. Il tempo di visione viene considerato un dato più accurato delle visualizzazioni. Con molti iscritti la curva di attenzione sui video si alza e di conseguenza i contenuti del canale si posizioneranno molto meglio. YouTube attribuirà al canale il bollino di qualità.

Per avere successo su youtube non basta produrre un buon video, bisogna avvantaggiarsi della natura social del web per creare una community che diffonda i vostri nuovi video. Una strategia video di successo è un frutto che cresce sull’albero del marketing mix. L’utilizzo sinergico di YouTube con gli altri social porta alla creazione delle campagne più efficaci ed affascinanti.

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GT Conference è un evento organizzato da GT Master Club e Forum GT.


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11 Commenti “Evoluzione di YouTube ed opportunità per le aziende (GT Conference Torino 2013)

Paolo Villani
maggio 10, 2014 a 7:32 am

Ottimo articolo,esaustivo,emozionale e imperdibile…complimenti e un grazie di cuore…

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LaSeomante
settembre 3, 2014 a 6:06 pm

Ciao Paolo,
ma che commento delizioso, che bello!
Ora si ricomincia a scrivere sul blog e questo tuo commento mi darà sicuramente la giusta carica.
A presto,
A.

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Fabrizio Sevollai
luglio 21, 2013 a 9:37 am

Ciao Seomante,
da qualche mese sono alle prese con un incredibile inseguimento di tutto quello che c’è sul web passando dal SEO, al SEM, ai Social e atterrando da queste parti per quello che riguarda il Media Marketing.
Mi piace molto l’entusiasmo e la cura che metti nel proporre le tue idee e i tuoi suggerimenti.

Inizio a confrontarmi con il mondo delle piccole e medie imprese e mi accorgo dell’impresa titanica di proporre questo genere di Marketing a chi appena inizia a ragionare di presenza nel web nei termini di classico sito Web.

Ancora di più mi accorgo della fatica di far passare il concetto che le cose debbano essere seguite con continuità, i contenuti rinnovati gli utenti seguiti e che non serve a nulla il solo semplicemente esserci.

Mi chiedo allora di quante siano le aziende che abbiano la visione e le possibilità di investire in questi strumenti. Per fortuna in Trentino dove abito c’è una certo impegno anche da parte delle istituzione per far passare questi messaggi e spingere le aziende verso queste nuove forme di investimento.

Speriamo bene!
Buon lavoro e continua cosi che ti tengo d’occhio.
Fabrizio Sevollai

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LaSeomante
luglio 24, 2013 a 6:33 am

Ciao Fabrizio,
è proprio questo il bello: è insieme una novità ed una grande sfida ed è quindi impossibile annoiarsi! Ovviamente non devono mancare tenacia e coraggio ma quello di cui tu parli, io penso sia un aspetto stimolante in quanto ci permette di affrontare progetti diversissimi ed inventare in continuazione 😉

Ciao,
A.

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Andrea Rossi
giugno 10, 2013 a 12:45 pm

Però si adatta benissimo al caso blog/social/geoTag etc…
Siamo alle soglie della foresta e di questa non sappiamo nulla: abbiamo una vaga idea grazie al giardino di casa, oramai quasi esplorato (blog), ma nella foresta cambia tutto.
Bisogna solo sperimentare (come dice Altavilla)

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Andrea Rossi
giugno 10, 2013 a 12:36 pm

Grazie, son contento di aver centrato l’obiettivo, ma sono incuriosito: quali tecniche vere e proprie servono, per usare al meglio i video?

Non so chi fu, ma a fine 2009 qualcuno disse
“non abbiamo ancora visto la vera potenzialità dei blog: figuriamoci quella dei video”
Parer mio, non ha tutti i torti!

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LaSeomante
giugno 10, 2013 a 12:42 pm

Io penso che la tecnica debba essere decisa dopo un accurato studio del mercato: ne consegue che non ci sono strategie vincenti per tutti.
Però se mi chiedi quali sono i fondamentali ti rispondo:

– approccio specifico per YouTube;
– continuità;
– creazione di community (capacità di generare conversazioni);
– indicizzazione.

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Andrea Rossi
giugno 10, 2013 a 11:39 am

Ottimo post, anche se le linee di fondo rimangono un pò le stesse:
– il video rimane/cosi come il post sul blog
– il canale deve essere un cardine dell’azienda e non un accessorio/cosi come il blog
– fidelizzare è la chiave per avere riscontri ed aumentare la qualità dei propri contenuti/cosi come per il blog

Questo è quanto vedo, blog e video si assomigliano tantissimo, se non per due concetti fondamentali:
– Il video ha una sua impostazione e non esiste il ruolo dell’utente. Se nel blog devo stare attento a come ogni frase possa essere letta, così nel video non accade.
A meno di situazioni/affermazioni dubbie.
– Il video è più forma che contenuto: difficilmente riguarderò un video per ripassare un’informazione, mentre sarà più facile che ripeschi un articolo contenente la risposta voluta. Inoltre un video “con effetti” mi intrigherà molto di più.

Con questo, non denigro l’importanza del tubo, anzi: voglio relazionare quanto ho appreso dalla mia esperienza come blogger, con quanto potrei fare come youtuber.

P.S.
Articolo pieno, pienissimo di bei concetti e con una lunghezza di tutto rispetto: brava LASEOMANTE =)

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LaSeomante
giugno 10, 2013 a 12:32 pm

Ciao Andrea,
grazie per il bellissimo e completo feedback. Hai riassunto in maniera magnifica quello che volevo trasmettere 😉
Il post è un contenuto di alto valore, anche io lo credo bene: ecco perché curo con tanta passione questo blog ed accompagno i video con gli approfondimenti. Video + post insieme sono un’accoppiata vincente ;D

Ciao,
A.

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