I fattori del posizionamento su YouTube: SEO per i video

Scritto da LaSeomante. In SEO Video YouTube, YouTube Marketing

Per avere la massima visibilità su YouTube gli elementi da ottimizzare non sono solo quelli interni al video: vengono coinvolti anche aspetti del canale e delle promozione all’esterno di YouTube.
Una buona strategia SEO per YouTube non si concentrerà solamente sui video ma avrà come obiettivo ottimizzare e posizionare l’intero canale.

SEO per YouTube

Fattori SEO per il posizionamento su YouTube

Ringrazio Martin Missfeldt e tagSeoBlog per aver messo a disposizione questa infografica per la ripubblicazione e la posto sul blog perché credo rappresenti un buon riepilogo di quello che si è detto e scritto sui fattori che determinano il posizionamento su YouTube.

L’infografica di tagSeoBlog evidenzia la complessità dell’algoritmo di YouTube e mi dà la possibilità di parlare di alcuni aspetti dell’argomento. Innanzitutto pensare di posizionarsi in un settore competitivo con un singolo video è sbagliato. E’ invece necessario pianificare strategie a lungo termine, ottimizzando l’intero canale YouTube e curando l’Authority Channel.

Inoltre non si può prescindere dal canale social, così come dalle interazioni che possono avvenire su YouTube (commenti, like, preferiti, video risposte…). L’algoritmo utilizza questi segnali per capire l’interesse del pubblico nei confronti del video perciò una buona strategia di video marketing deve  essere in grado di portare non soltanto ad un risultato in termini di visualizzazioni ma anche di engagement.

Una serie di dati sul coinvolgimento e sulla fidelizzazione del pubblico sono disponibili direttamente all’interno dell’Analytics di YouTube. Qui è possibile verificare la soglia di attenzione durante la riproduzione e vedere le statistiche delle interazioni su YouTube e le condivisioni.

L’algoritmo preferirà un video che ha la capacità di mantenere l’attenzione del pubblico alta durante tutta la riproduzione rispetto a un video della stessa lunghezza che viene abbandonato dagli utenti nei primi minuti. Mentre le voci sotto i “Rapporti coinvolgimento“, utili a fare valutazioni sull’efficacia dei nostri video, fanno parte a tutti gli effetti dei fattori presi in considerazione da YouTube per il posizionamento.

A differenza dei sottotitoli, le trascrizioni sono dei file di testo esterni al video che il motore di ricerca può leggere. Le parole chiave contenute nelle trascrizioni andranno a rafforzare quelle contenute nel titolo e nella descrizione, mentre la presenza dell’etichetta CC (Closed Captions) a fianco al video nei risultati ne indicherà agli utenti la presenza. Si possono uploadare più closed captions per ogni video e caricarne in più lingue, se il nostro target è internazionale, potrebbe fare davvero la differenza.

Un recente articolo pubblicato su State of search da Carla Marshal offre un’interessante panoramica sull’argomento. L’articolo contiene anche un tutorial di Reelseo su come creare in maniera semplice le closed captions ed un simpatico video, “Caption Fail” che mostra cosa può avvenire se si lascia la funzionalità di YouTube che crea in automatico le closed captions. I risultati di trascrizione sono molto divertenti.

Sui link da siti esterni riporto alcune affermazioni di Jeff McRotchie in un video pubblicato su SEOmoz qualche giorno fa:

YouTube is using inbound links to videos as a ranking factor. Surprise, surprise. It’s Google. Inbound links are king. So, think about ways that you can build links to your YouTube channel and to your YouTube video specifically. So they’re looking for both channel links, and they’re looking for links to that specific video.

All of your profile links, like when you do an email, you’re going to have your YouTube channel in the bottom. When you do a press release, you should have your YouTube on there. On your website, you should link to your YouTube channel.”

Nel video Jeff McRitchie riporta i risultati di alcuni test condotti su YouTube, soffermandosi sulla spiegazione di alcuni dei fattori contenuti anche nell’infografica come le trascrizioni, l’autorità del canale e l’engagement.

Anche le playlists ed il nome del canale aiutano a tematizzare il video e sono sempre più presenti all’interno dei risultati di YouTube: ad esempio facendo delle ricerche sul sito è possibile vedere come nella prima pagina dei risultati compaia almeno un canale, mentre le due ultime posizioni della serp sono occupate da playlists. Inoltre inserire i metadati nel proprio canale rappresenta una grande possibilità per far riconoscere il proprio canale e i propri video come pertinenti per determinate keywords.

 

Su Youtube, un motore di ricerca che è allo stesso tempo un social, le azioni compiute dagli utenti diventano determinanti perciò una buona strategia dovrebbe essere in grado di stimolare il target ad interagire con il video ed essere integrata in maniera coerente con il canale. Non tutti i video possono diventare virali, ma tutti i video di qualità possono ottenere una buona risposta da parte degli utenti tramite le giuste call-to-action ed una solida attività di promozione nel web.

E poi perché non cominciare a pensare di posizionare un canale e non solo un video?

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LaSeomante

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Commenti (5)

  • Davide Powercoach Rampoldi

    |

    Quello che dici Anna è sacrosanto.
    Trovare link da e verso YouTube è sempre più importante.
    A tal proposito ti consiglio di usare i Google Webmaster Tools andando a cercare i link da e verso youtube che arrivano al tuo sito/canale.
    Dà risultati e feedback moooolto interessanti.

    Davide

    Rispondi

    • LaSeomante

      |

      Ciao Davide,

      da GWT si possono vedere i link al proprio sito ed eventualmente verificare un canale YouTube indicandolo come “proprietà” ovvero “associato” di un certo sito, ma cosa intendi per vedere i backlink al canale?

      Ciao,

      A.

      Rispondi

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